Quando Isabella qualche giorno fa mi ha chiesto di fare un intervento in ricordo di Cristina non ho avuto esitazioni. Per me è un onore poter parlare di una persona di cui si deve continuare a parlare!! In questi anni sempre più tentati dalle incertezze, poter attingere da testimonianze di vita forti è veramente una gran consolazione.
Ho intitolato questo breve racconto in questo modo:
CRISTINA UNA DI NOI
…MA CON UNA MARCIA IN PIU’
Cristina rappresenta per me un faro nel cielo. Sempre acceso.
Mi rivolgo a lei in qualità di anima vicina a Dio. Delegata da Dio.
Mi rivolgo a lei più di quanto mi rivolga a Lui sperando che Cristina giri a Lui tutte le mie comunicazioni ed interceda.
Le chiedo perdono. Le chiedo protezione. Mi affido alla sua supervisione. Che mi guidi dall’alto.
In quei giorni per me pieni di tristezza ricordo che un giornale titolava “e’ festa in paradiso”. Chissà che festa quando Cristina è arrivata alla casa del Padre.
Negli anni della nostra gioventù abbiamo avuto numerose occasioni di confronto in oratorio. L’oratorio era per noi il nostro ambiente naturale. La nostra riserva.
Tante esperienze comuni. Tante occasioni. Tante attività.
Ricordo con piacere la Missione Parrocchiale del 1984. L’iniziativa era nata per accogliere le numerose nuove famiglie che avevano popolato la nostra parrocchia.
Facevamo parte del gruppo d’animazione dei pomeriggi con i ragazzi.
Eravamo divisi a squadre.
Cristina era della squadra degli elefanti. Era la caposquadra. Impegno importantissimo e durissimo. Condotto da lei con sapienza. Tanti bimbi e soprattutto tante bimbe a lei affidati per interi pomeriggi. Gioco, preghiera, canto. Il responsabile maschile della squadra degli elefanti era Claudio Carboni. Futuro sacerdote. Coppia vincente. Se la memoria non mi tradisce ricordo che la classifica finale vedeva al primo posto proprio la squadra capitanata da Cristina e Claudio.
In quegli anni ero animato tantissimo nell’organizzare occasioni di incontro comuni.
Mi gasava l’idea della rimpatriata, mi scuoteva riuscire a muovere da dentro masse di persone.
Mi faceva piacere creare gruppo in qualsiasi contesto.
Avrei voluto che tutti fossero sempre presenti e coinvolti in tutto. Un gruppo sano di ragazzi sani. Dovevamo essere da esempio per i genitori dei ragazzi.
Eravamo il “gruppo dei responsabili”. Animatori, catechisti. Un gruppo unito da Dio.
Ricordo che i nostri educatori don Armando Bosani e suor Gabriella hanno atteso che noi diventassimo maggiorenni per favorire e consentire la collaborazione tra oratorio maschile e oratorio femminile.
Sotto la loro supervisione ho organizzato un incontro di riflessione. Ho radunato tutto il “gruppo dei responsabili” ragazzi e ragazze per affrontare un tema che mi stava molto a cuore. Cosa si poteva fare di più in oratorio. Come trovare tempi e modi di collaborazione. Oggi si parlerebbe di “studio e di sinergie”. Come relatore ne avevo un po’ per tutti. C’era ovviamente anche Cristina che io definivo nel mio gergo dell’epoca “una che stava sempre in cappella”.
Perdonami Cristina. Come al solito il tono era sbagliato. La sostanza per fortuna nostra no!! Oggi capisco quante cose hai potuto fare e quante idee hai potuto elaborare stando in cappella in compagnia di Gesù. E di questo ti ringrazio.
Cara Cristina
Sei stata male la prima volta. Ti hanno operato alla gamba. Non sapevamo bene cosa avessi. Venivamo a trovarti all’ospedale in bicicletta. Intere fiumane di ragazzi in quella corsia. Un modo per starti vicino. Un modo per non farti mancare il profumo della nostra amicizia e del nostro affetto.
Quando sei rientrata ti abbiamo accolto con una bella festa.
Era una domenica mattina. Eri ritornata. Dopo la Messa ci siamo riuniti in cerchio nel salone per ascoltare il racconto della tua esperienza di sofferenza. Facevi testimonianza!!! E che testimonianza. Con gli occhi di oggi mi commuovo. Con quelli di allora, quelli di un discolo troppo vivace ricordo che nel salutarti ti ho accarezzato il capo. Avevi i capelli cortissimi a causa della cura. Ricordo il tuo garbo quando mi hai detto che la cosa ti dava fastidio!! Eri una ragazza di carattere!!! Non me le mandavi certo a dire!!!
Eri una di noi.
Più seria e più matura della tua età. Certo. Ma a 16 anni si sa la leggerezza o l’incoscienza, ma direi nel tuo caso solo la leggerezza, sono sempre in agguato!! Devo ammettere però che nel serbatoio dei miei ricordi ho fatto fatica a scovare il ricordo di una tua marachella!
Un episodio curioso e divertente.
Un pomeriggio ti viene in mente di chiedere ad una comune amica di farti fare un giro sul suo motorino. Era un motorino semplice. Facilissimo da guidare.
Allora non c’era l’obbligo del casco. Decidi di condividere il brivido con Claudia che sale in sella con te. Non ricordo chi fosse alla guida ma poco importa.
Partite dall’oratorio. Noi ragazzotti a guardare e a sorridere quasi a presagio di quello che sarebbe successo di lì a due minuti. Dopo 50 metri udiamo un botto. Eravate scivolate alla prima curva rimediando qualche graffio e un po’ di spavento. Nulla di serio per fortuna.
In questo Cristina sei stata una di noi.
Mortificata, rientri in oratorio a piedi. Non ti davi pace. Dicevi: “Che sciocca!! Non dovevo andare!! Chissà la mia mamma cosa penserà”.
Roba da ragazzi. Una dei nostri
Salto velocemente fino al il matrimonio.
Sei stata la prima di noi ad affrontare un scelta di vita così importante. Non ci sono storie. Eri la più matura.
Mi ha fatto piacere aiutarti a confezionare i libretti della cerimonia. Gesti semplici.
Mi hai raccontato quanto eri innamorata di Carlo. Se non ricordo male avete anticipato la data. Eri contenta!! E io con te.
Tempo dopo in occasione di un nostro incontro ho rivisto con molto piacere i filmati della festa.
Le tue splendide maternità. I vostri frutti. Esempio di grandezza e apertura alla vita.
Anche se geograficamente lontani non ci siamo mai persi di vista. L’ultimo incontro a casa tua. A Carpanè.
Ci raccontavi con consapevolezza che il piccolo Riccardo non aveva potuto ricevere da te tutte le coccole e le attenzioni che avresti voluto dargli. Sei una mamma forte.
Grazie Cristina!!
Ci insegni ogni giorno qualcosa di te. Hai una famiglia stupenda che proteggi e guidi con Dio Padre per mano di Carlo. I tuoi bimbi riflettono la tua luce.
E’ un vanto ed un onore averti conosciuto. E’ una ricchezza essere tuo amico.
Ragazza tosta. Con una marcia in più.
Scusa Cristina per questo racconto confuso.
L’ho iniziato in terza persona e l’ho finito rivolgendomi a te direttamente. Scusami tanto ma è la tua santità che mi mette addosso una sana confusione.
Non smetterò di affidare a te i miei pensieri e tu, ti prego, non smettere di indicarmi dove sta la Luce.
Di una cosa sono certissimo: in Paradiso la festa continua.
Ciao
Pasquale Bruni
Cinisello Balsamo, 21 ottobre 2005 in occasione della presentazione del Diario “Una vita donata”