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domenica 20 maggio 2012 ..:: Testimonianze » Ho incontrato una Santa ::.. Registrazione  Login


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 Ho incontrato una Santa - Editoriale Riduci

di Don Ettore Lessa

Forse sì. Ho incontrato una santa, ma non lo sapevo, non mi ero accorto.
Ero da un anno in parrocchia e la vedevo, puntuale ogni mattina, alle 6,45, presente per la recita delle lodi che precedevano la santa Messa. Dagli amici dell’oratorio era chiamata: “la ragazza della cappella”. lo la vedevo in oratorio, vivace, allegra, sempre impegnata. Era catechista, animatrice dei giochi, protagonista nei recitai con i suoi coetanei, sostenitrice decisa di ciò che le sembrava giusto. Non trascurava lo studio, anzi, era tra le prime della sua classe.
Non immaginavo però che a 16 anni avesse già una vita spirituale, un rapporto personale, così vero e profondo, col Signore Gesù che le faceva scrivere:
“Signore, credo che Tu vuoi solo la mia felicità! Perciò eccomi! Prendimi tutta, fa’ di me ciò che Tu vuoi”. Ero ancor più lontano da immaginare quanto scriveva, allora, sul suo diario: “Signore. sono sola davanti a Te, Dio grande e misericordioso, per ringraziarti. stasera, di questa sofferenza che mi fa crescere, conoscere, e intuire quale sia realmente la mia strada... E’ bello soffrire per te, Signore, perché Tu sei gioia! E’ dolce soffrire per Te, perché tu sei la mia forza! E grande soffnre per Te, perche Tu m riempi!
Negli anni seguenti si aprì all’amore per un giovane del paese delle sue vacanze: Carlo, che diventerà suo sposo. Si vedeva che erano fatti l’uno per l’altra. Erano attenti e desiderosi di prepararsi ai meglio al loro matrimonio. Non appariva, anche se si volevano un gran bene, la sintesi che Cristina, non ancora ventenne, rendendone capace anche Carlo, aveva saputo fare del loro amore con l’amore a Gesù. Al fidanzato Carlo infatti scriveva: “Noi cristiani abbiamo il dovere di “distinguerci” dagli altri perché tutto per noi, e quindi anche la nostra amicizia, ha come unico fine Cristo. Io voglio voler bene a una persona, esserle amica, non perché è più bella di un’altra, o più simpatica, ma perché in lei vedo Lui!”. Nel suo Diario faceva parlare anche Gesù e un giorno di maggio gli fece dire: “Che male c’è, Cristina, ad amare una persona? Sii serena, non temere: sono io che ti chiedo d’amare: amalo, perché lo merita: amalo, perché è caro, giusto, prezioso... Non permettere che il tuo bene per lui si macchi: amalo come ti amo io”. All’avvicinarsi del matrimonio sogna i bambini che verranno e scrive: “Che grande dono sono i bambini! E’ immenso il mistero che ognuno di essi nasconde: due persone si sono amate a tal punto da generare un altro essere... Signore, come Tu per amore hai creato l’uomo, così questi per amore può generare un figlio! E’ fantastico!”. Il 1987 è segnato da una prima grave sofferenza: un tumore alla gamba sinistra. Un primo intervento chirurgico e una lunga chemioterapia, non le impediscono però di superare brillantemente la maturità e di iscriversi alla Facoltà di Lingue presso l’Università Cattolica. E’ di questo tempo questa pagina del suo diario, capolavoro di fede e di sguardo soprannaturale sul dolore che sta sperimentando: “Sofferenza: una parola che nessuno vorrebbe sperimentare. Eppure Tu, Signore, hai voluto che io provassi minimamente ciò che hai provato Tu quando noi uomini ti abbiamo ucciso. Grazie perché ho finalmente capito quanto Tu mi ami profondamente trattandomi da amica prediletta. Non ti ho chiesto di allontanare da me la sofferenza, ma solo di viverla come Tu volevi, perché solo la tua volontà conta... grazie ho fiducia in Te”.
lI 2 febbraio 1991 Cristina sposa Carlo ma, nel suo Diario, continua a scrivergli: “Carissimo amore mio, da oggi sono tua moglie e tu mio marito: non è magnifico?... Tu sai come mi sei caro, quanto ti voglio bene, ma la cosa più bella e che non sai ancora quanto te ne vorrò in futuro perché Lui solo lo sa. Forse non sappiamo neanche ora misurare il nostro bene, mentre Lui lo conosce perché Lui è l'Amore”.
Dopo un anno di matrimonio e la nascita del primo figlio, Francesco, scriverà a Carlo: “Sono veramente sempre più felice di vivere con te, perché ti amo sempre di più..." e continua con toccanti espressioni di amore e di riconoscenza al suo sposo, poi conclude con le parole della formula del rito del matrimonio:
Ti amo, tua per sempre, sempre, sempre nella gioia e nel DOLORE, nella salute e nella MALATTIA”. Parole, maiuscole, preannuncianti il dramma?
Il dolore e la malattia arriveranno implacabili quando sarà in attesa del terzo figlio. Si sottoporrà alle cure richieste dal tumore, che di nuovo l’ha colpita, ma rinunciando, con ferma decisione, a tutto ciò che avrebbe potuto recare danno alla nascita di Riccardo.


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Ho incontrato una Santa  11/10/2008Sconosciuto

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