C’è un anno che sembra essere stato decisivo per la vita di Cristina: il 1985. Lei aveva sedici anni.
All’inizio (1° gennaio) e alla fine (30 dicembre) di quell’anno si trovano due preghiere particolarmente significative che potrebbero essere prese come le colonne portanti della vita spirituale di Cristina. Tra quelle due date v’è un arco di tempo in cui appaiono i grandi temi che verranno poi sviluppati nel corso della sua breve vita.
Cominciamo con il primo giorno dell’anno 1985. Come capita spesso nel suo diario, dà voce a Dio e dentro a una familiarità con il suo Mistero, scrive le parole che Dio le fa intuire nella preghiera e nella sua anima semplice e piena di fede. Cristina comprende che il Signore ha bisogno di lei per grandi progetti. Intuisce che Dio vuole tutta la sua vita, non solo qualche particolare:
«Cristina, ricordati che ho bisogno di te!
Ho bisogno delle tue mani per aiutare quel povero;
Ho bisogno di una tua parola per confortare quell’emarginato; Ho bisogno di un tuo sorriso per ridare la speranza a quell ‘ammalato;
Ho bisogno delle tue preghiere perché il mio mondo non cada in rovina;
Ho bisogno del tuo esempio perché gli uomini comprendano che c ‘è un Dio che li ama tanto;
Ho bisogno dei tuoi occhi per rendere agli altri più chiara l’immagine del mondo “bello” che ho creato.
Ho bisogno di te!
Voglio tutta te stessa: il tuo amore, la tua sofferenza per cambiare il volto del mondo.
Credimi: non c’è niente di più bello che abbandonarsi nelle mani di colui che ti ama immensamente».
Tutto è dolce quando sono con te, Signore;
per me esiste solo gioia quando ti parlo!
Non posso vivere senza di Te...
Ma ho ancora tanta paura di abbandonarmi a te!
Tu mi chiedi la vita!!
Tratto dal diario di Mariacristina Cella Mocellin: "Una vita donata", edizioni SanPaolo.